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Un museo e quasi 5000 volumi in nome dell'Africa
Suddivisi per area geografica e influenze culturali, si trovano libri di critica d'arte, storia, cataloghi di mostre d'arte tribale, edizioni antiche. In questa sezione spiccano la prima edizione, Bologna 1687, (completa, incisioni in ottimo stato) della "Istorica descrizione de tre regni Congo, Matamba, et Angola situati nell'Etiopia inferiore occidentale" del padre cappuccino Giovan Antonio Cavazzi da Montecuccolo e la "Mission from Cape Coast Castle to Ashantee" di Edward Bowdich, London 1819, con bellissime incisioni a colori fuoripagina dei villaggi Ashanti e di un corteo reale con i prigionieri di guerra fatti schiavi. La Biblioteca delle arti e tradizioni africane e il
museo sono privati, ma non inaccessibili. Su appuntamento, esperti,
studenti e appassionati possono vedere la raccolta, consultare libri e
fototeca, avere informazioni bibliografiche, documentazione, aiuto per
ricerche. La collezione di Capriate è d'Arte, non di oggetti
etnografici nè di artigianato. La differenza è chiara: l'etnografia
deve prendere in considerazione tutti i documenti materiali di una
cultura per il solo fatto che esistono. Larte discrimina. Dove passa il
confine?
Il periodo classico per l'arte africana si conclude con gli anni '50 del
nostro secolo. Dopo l'indipendenza, che gli stati africani hanno
raggiunto in gran parte all'inizio degli anni '60, l'occidentalizzazione
si è fatta più spinta, le elites hanno, almeno apparentemente,
rinnegato le proprie radici.
Una ragazzina si è rifiutata di tradurre le parole di un canto registrato nella sua lingua perchè, ha detto, non le era possibile essendo riservato alle donne adulte. Dieci anni fa, nel corso di un viaggio, fui portato da un'autorità locale, ufficialmente di religione cattolica, a vedere un luogo in cui un feticcio veniva ancora venerato e nutrito nella sua capannetta di foglie. Mi fu riferito con serietà che si era tentato di sostituirla con una casetta di cemento e lamiera ma che il feticcio aveva cominciato a tremare e il tetto era volato via. Voglio dire che la situazione è complessa, oggetti che gli occhi occidentali vedono solo come capolavori artistici per l'occhio africano possono ancora riflettere il senso del sacro tradizionale".
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